CIRCOLO  on-line DEL PARTITO DEMOCRATICO
COMMUNITAS 2002

 

Il silenzio del Pd campano
 
Il silenzio assordante con il quale il Pd campano sta affrontando la questione rifiuti è la perfetta sintesi delle limitazioni della forma partito gassosa. Per non parlare del fatto di come sia ancora un tabù, a livello locale e non solo, mettere in discussione l' operato di Bassolino. Sì qualcosa sta cambiando, ma ricordiamo che nel frattempo non si è sviluppata una classe dirigente sostitutiva.
Qui servivano e servono, adesso più che mai, decisioni coraggiose.
Lo stesso Prodi che governa grazie ai voti della Campania deve capire che non è più il tempo per il traccheggio. Che se la richiesta di dimissioni non arriva dalla classe dirigente del Partito che ancora ieri, con il mondo a discutere della guerra civile di Pianura era intento a palleggiare sulle sfide e sui modelli elettorali, allora dovrà essere lui ad assumersi questa responsabilità.
Commissariare la Regione Campania.
Sì è vero, questo non contribuirà a risolvere il problema contingente, ma deve passare il messaggio che le amministrazioni inefficienti vanno sciolte.
Noi, i conti con il nostro passato li abbiamo già fatti. Ora vorremmo andare avanti.
 
Teresa Scherillo
Napoli

pubblicato sulla rep di napoli il 21/2/2008
e sulla pagina lettere e commenti nazionale

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Abbasso la Campania
 
Aveva annunciato il suo piano De Gennaro, un mese fa. Piano che prevedeva l' immediata riapertura di almeno quattro discariche, l' apertura di un paio di siti di stoccaggio, che inviava rifiuti alle regioni che avevano manifestato la loro disponibilità ad accoglierli e che inviava almeno un treno, carico, al giorno in Germania.
Questo il piano del commissariato che doveva essere coadiuvato dal lavoro di Comuni, Province e Regioni nell' attuazione o potenziamento della raccolta differenziata e nell' accelerazione da dare al completamento del termovalorizzatore di Acerra.
Per i tecnici del commissariato, quelli che sono sempre gli stessi, via via che i commissari si susseguono, le discariche potevano essere riaperte.
De Gennaro che non è qui per fare il superpoliziotto, ha accolto le proteste dei comitati cittadini ed ha inviato l' esercito ad effettuare i rilievi.
Risultato : ha firmato ordinanze per chiuderle.
Quindi, nessun mostro era venuto qui per privarci delle nostre libertà, ma una persona che sa ascoltare anche la protesta, quando giusta. Come siamo messi, ora ? Male, ovviamente.
Le regioni italiane hanno discariche sature. E' stata fatta richiesta formale a due grandi operatori tedeschi per l' autorizzazione ad inviare duecentomila tonnellate di rifiuti, che equivalgono a molto più di un treno al giorno che si muoverebbe da Napoli attraversando tutto il Paese, ma seppure in emergenza, la burocrazia ha i suoi tempi e le associazioni
ambientaliste tedesche sono sul piede di guerra, perchè il nostro è rifiuto indifferenziato, ergo pericoloso. Lasciamo perdere i costi, di questa operazione,che potrebbe mangiarsi qualsiasi tesoretto, e senza nemmeno annoverare le prossime sanzioni europee dei commissari inviati dalla Ue in Campania, che
hanno valutato soluzioni a lunghissimo termine.
L' unica via di fuga, immaginabile a breve, è l 'apertura di nuovi siti. Ne hanno una lista, ma vanno effettuati i carotaggi da parte del Genio dell' Esercito, per verificarne la fattibilità. Aprire una discarica richiede un tempo tecnico di rilievi
sul territorio e di messa in sicurezza. Se poi i militari ci trovano le barricate ( come è successo ieri a Savignano Irpino ) diventa tutto più difficile.
Duemila tonnellate di rifiuti ancora per le strade.
Evviva la camorra che con i rifiuti e le discariche abusive ( i militari ne stanno sequestrando una al giorno ) ci ha costruito un impero, evviva i rom che vengono pagati un tot al chilo per andare nottetempo a bruciare rifiuti tossici nelle campagne dove pascolano le bufale quelle con il marchio d.o.c., mi
raccomando, evviva il partito della protesta di piazza che appicca il fuoco e respira diossina e muore di tumore anche senza discarica e inceneritore.
Abbasso la Campania.
E non cercate colpe qui, sarà stato sicuramente il governo ladro.
 
Teresa Scherillo

pubblicato sulla rep di napoli il 26/02/2008

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Il segnale che la città attende
 
Sabato a Napoli la grande kermesse dell' antipolitica.
In testa i condottieri dei no. Quelli delle barricate contro.
Contro le discariche, gli inceneritori, l' esercito. I soliti Beppe Grillo, Alex Zanotelli, Franca Rame che arrivano al punto di affermare che a Napoli si stava meglio sotto i Borbone e addirittura la senatrice nella sua lettera aperta ai camorristi gli chiede di prendersi cura della propria gente. Ora sia ben chiaro, qui non ci sentiamo affatto proprietà della camorra e gli agitatori da palco lasciano il tempo che trovano.Eppure bisogna analizzare le ragioni di questa richiesta di non voto,perchè ignorarla sarebbe un grave errore.
Allora se secessione deve essere, la vera secessione deve essere la discontinuità con un modo di fare politica che non ci va bene. Punto.
Se la non ricandidatura di De Mita che i miopi hanno visto solo come uno stop alle legislature per auspicare il cosiddetto ricambio generazionale e che invece ha significati ben più profondi ed è un segnale diretto di quel rinnovamento che si sta tanto sbandierando, ha provocato il disappunto del Governatore Bassolino, c'è una sola chiave di lettura.
Se la stessa formazione dei gruppi dirigenti del Pd in Campania è avvenuta in modo penoso provocando un ritardo inconcepibile anche nella formazione dei circoli e che ci porterà probabilmente, unico caso in Italia, a non effettuare le " primariette " sulle candidature, c'è una sola chiave di lettura.
C'è un divario in questo momento nel Paese. C'è un partito che corre veloce,ma con una evidente palla al piede.
Se per la prima volta dopo anni, qualcuno ha capito che per il trionfo della buona politica si può anche perdere la Campania allora si sia conseguenti fino in fondo. Si chieda l' azzeramento di Comune, Provincia e Regione subito dopo il voto. Non c'è altro modo per sconfiggere gli arruffapopolo dell' antipolitica.
I napoletani non sono mai stati bene sotto i Borbone e non hanno bisogno di nessuna protezione camorristica.
Hanno bisogno di un segnale che li porti con serenità a scegliere di votare. Non a chiedere l' indipendenza come il Kossovo.
 
Teresa Scherillo
Napoli

pubblicato sulla rep di napoli il 04/03/2008

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Sfiduciare la giunta regionale
 
Ci sono momenti in cui, in politica, le decisioni non possono essere rimesse alla sensibilità dell' individuo. Uno di questi momenti è già arrivato e il Pd non poteva non averlo previsto. Tanto più se per garantire gli equilibri nazionali fu chiesto a Bassolino di ricandidarsi perché ritenuto l' unico in grado di mediare  con le tante anime che affollavano il governo della regione e che sarebbero diventate coalizione di governo del Paese. E questo potrebbe spiegare perché, a parte il pressing di Veltroni, il silenzio degli altri leader si sta facendo assordante.
L' uscita di scena adesso, nel pieno di una emergenza non ancora assorbita, potrebbe equivalere al suo tramonto politico, anche nell' ipotesi di un suo proscioglimento. Questo è quello che gli suggerisce la sua sensibilità di individuo. Allora, se è vero che in questa vicenda esiste solo una responsabilità politica e che dal punto di vista giudiziario dichiara di avere le mani pulite, per quella responsabilità politica, il partito tutto, dovrebbe assumere un' autorevole decisione. Poi è chiaro che nessun partito può obbligare alle dimissioni nessuno, però si possono creare le condizioni per non sostenere più il Governo della Regione. I vari dirigenti delle forze politiche che hanno governato nel disastro, quelli che sono, e diciamolo chiaramente, corresponsabili del disastro invece di dichiarare che si è conclusa una fase politica ( che è solo fumo negli occhi ) abbiano il coraggio di ritirare i propri assessori e consiglieri, sfiduciando di fatto la Giunta Regionale.
 
Teresa Scherillo