“Di fronte ai regionalisti massimalisti, la cui posizione può essere in realtà pericolosa per l'unità nazionale, il Movimento Comunità intende la regione anzitutto come strumento di decentramento statale e di autonomia e non di arbitrario particolarismo. Gli statuti regionali devono essere anzitutto uniformi allo scopo di ricondurre attraverso la pluralità di organismi periferici alla unità dello Stato”.
Con queste parole, pronunciate dal Presidente di Communitas 2002 Angelo Salvatori, tratte dal manifesto Comunità di Adriano Olivetti, inizia l'incontro dibattito sul tema “Devoluzione: federalismo solidale o secessione?”, organizzato dall'associazione Communitas2002, con la presenza del senatore Petrini del gruppo de La Margherita e del responsabile economia dell'Italia dei Valori, Benni, in qualità di relatori.
Dopo aver data lettura pubblica dell'appello contro la devoluzione, firmato da rinomati intellettuali, il senatore Petrini interviene, sostenendo che il federalismo è un mezzo per la democrazia, non un fine:”Il sistema federale garantisce una migliore soluzione delle questioni sociali e garantisce i diritti civili ed individuali”.
Il federalismo che viene delineato dal senatore Petrini è distante dal progetto di controriforma della lega:”La lega ha sempre parlato di secessionismo, di divisione, non di unità; di unità di realtà omogenee a livello identitario; la secessione prevede impulsi nazionalistici e populistici massificanti, mentre il federalismo prevede un'unità democratica nel rispetto dei diritti dei singoli cittadini”. Petrini effettua un parallelismo con la situazione yugoslava, considerata irripetibile, lontana dalla nostra realtà, ma un pericolo in cui si potrebbe incorrere.
Analizzando il testo di riforma del titolo 5 articolo 117 della Costituzione il senatore parla di un'integrazione assolutamente incomprensibile, paradossale, insensata, confusa che potrebbe creare uno “stress istituzionale, un caos amministrativo”: in esso si parla di competenze esclusive, facoltativamente assunte dalle diverse regioni che ne fanno richiesta, su materie sanitarie e scolastiche formative, garanzia di quella base fondante il nostro sistema costituzionale solidale e promuovente le autonomie.
“La proposta è sminuita nella sua pericolosità da AN, la quale afferma che l'integrazione all'articolo 117 Costituzione, prevista dal testo, non modifica niente comparata ai primi 3 commi innestati dalla riforma dell'Ulivo” e si domanda “ma se la lega ha assunto la bandiera della devoluzione come primaria battaglia politica, ed AN considera insignificante questo testo, chi truffa ed inganna il popolo italiano?”.
Petrini sottolinea il grave pericolo per la democrazia derivante da tale testo:”Come è possibile stiracchiare la Costituzione ad uso e consumo degli interessi propagandistici di alcune forze. Questa maggioranza non conosce ilo dialogo istituzionale, il Parlamento è mera cassa di risonanza del governo, un feticcio della democrazia. L'opposizione viene considerata come ostacolo nel perseguimento di un disegno politico e programmatico della maggioranza, che è stata delegata dal popolo, quindi autorizzata a poter avanzare qualsiasi proposta, considerata di interesse nazionale”.
Infine il senatore ricorda alla platea alcuni antecedenti che indicano l'assenza di senso democratico nella figura di Berlusconi:”Al momento del mandato ricevuto, il cavaliere disse che poteva benissimo formare il governo subito, senza attendere il conferimento presidenziale, in quanto aveva già in pectore la compagine; al momento della discussione sulla fiducia al suo governo in Senato, il cavaliere disse che era l'unico presidente del consiglio a dover essere designato, perché eletto dal popolo”.
Benni, il secondo relatore presente, inizia il suo intervento delineando la tragica situazione economia in cui imperversa il Paese:”Vi è un debito pubblico che ammonta a 50 miliardi di euro e il governo tenterà di truccare le cifre per poter rientrare nei parametri di Maastricht; l'inflazione aumenta, i prodotti di prima necessità costano maggiormente, lo scudo fiscale garantisce gli interessi di coloro che possono speculare sugli immobili e sui beni di lusso, mentre la competitività dei nostri prodotti diminuisce esponenzialmente, considerando il fatto che la svalutazione della lira non è possibile” ed aggiunge “in questo momento è assurdo parlare di devoluzione, di rottura dello stato: ci vuole maggiormente l'unità”. Benni considera, poi, il caso siciliano, dove il governo regionale di destra ha dissipato ricchezze e fondi per inutili interventi:” come mandare a casa coloro che si sono candidati al parlamento siciliano, se le loro candidature sono bloccate da listini preconfezionati? La magistratura potrà garantire il ripristino della legalità e della giustizia per un riequilibrio democratico e sociale”.
Ed infine parla di possibilità di sconfiggere il centrodestra, considerando le sue debolezze, le sue fratture interne, le sue contraddizioni:” il 27 luglio, ricorda Benni, il governo è andato in minoranza alla Camera su una questione di fiducia, ma si valutò coloro che erano assenti al momento delle votazioni come presenti favorevoli e votanti, in quanto avevano dichiarato previamente il loro assenso. La maggioranza, aggiunge, è in difficoltà e può essere licenziata!”. Finendo e concludendo la serata si è discusso sul ruolo dell'opposizione.
Il senatore Petrini ha sottolineato la grave difficoltà in cui imperversa il Parlamento, dove la maggioranza sottopone arrogantemente le proprie decisioni e delegittima il ruolo della minoranza. Avverte l'esigenza di un'apertura dei partiti al movimentismo civile e sociale e considera, infine, il fatto che la scorsa legislatura la maggioranza di centrosinistra ha commesso errori da non ripetere in futuro:”Qualcuno credeva, ha sostenuto, che Berlusconi, indebolito dalla sconfitta del 96, potesse essere battuto istituzionalmente richiamandolo ad assumere una responsabilità istituzionale; il progetto è fallito.
La maggioranza della scorsa legislatura, aggiunge, ha dovuto mediare con l'opposizione su alcuni progetti di legge perché l'ostruzionismo della destra rendeva difficile la prosecuzione della normale vita istituzionale del Parlamento: ma quale è il confine tra mediazione e mercimonio?”.
Alessandro Rizzo