Sembra che il principale interesse della rete ammiraglia della TV di stato, in questo periodo, sia occuparsi
dei Savoia, ovverossia del trio Vittorio Emanuele, Marina Doria, Emanuele Filiberto, fascinoso e barbuto rampollo della "schiatta sabauda".
Non c'è giorno che noi italiani non si sappia, volenti o nolenti di cosa costoro facciano, dicano, pensino, che non si sia aggiornati con bollettino sanitario del malanno alla colonna vertebrale patito dal pseudo erede al trono durante un rally sfortunato cui ha partecipato, mi pare, in Africa e, soprattutto, dei loro preparativi per il grande rientro in Patria.
Per contro, in questa atmosfera di giubilo, è scesa una cortina di silenzio sulla tragica morte del giovane tedesco per mano di Vittorio Emanuele nell'isola di Cavallo.
La giustizia italiana non ha avuto potere giurisdizionale nella faccenda, quella corsa … stendiamo un velo pietoso!
Con ogni probabilità, è mio personale timore, gli illustri personaggi domicilieranno a Napoli, ovviamente e compatibilmente con i "doverosi" impegni mondani sul jet set internazionale, speriamo, quindi, per brevissimi periodi.
Proprio in previsione di questo fausto evento, fausto per chi? Mi chiedo, la trasmissione di Luca Giurato e di Roberta Capua, Uno mattina, quasi ogni giorno ci propina un servizio dalla città partenopea, con interviste rilasciate da raffinatissimi personaggi della Napoli nobiliare, emozionati e chiaramente nostalgici della monarchia che fu.
Circoli nautici alzeranno il gran pavese sulle barche importanti presso di loro ormeggiate, feste sfarzose con donne agghindate con diademi affittati per l'occasione, ridaranno lustro alla giusta mondanità da troppo tempo per mancanza di eventi da celebrare.
Ho sentito, costernata, sempre in queste interviste come dire "epocali", parole di stima appassionate nei confronti dei principi, faccio fatica a scrivere questa parola, sollecitati dall'intervistatrice, sempre la stessa, profondamente calata nel ruolo, adeguata al nobiliare "birignao" degli intervistati.
Mi domando come sia possibile che la nobiltà napoletana di origine borbonica sia così ossequiosa, direi quasi asservita, davanti a dei cittadini per me privi di qualunque interesse politico, culturale e storico.
A proposito, non importerà a nessuno lo so, ma anche io, dopo trent'anni di "esilio", detto per scherzare si intende, a Milano, ritorno nella città che ha dato i natali a me ed al principe Vittorio Emanuele, per favore me lo fate trovare
un taxi libero e un caffè espresso al Gambrinus?
Grazie e "regali saluti
P.S.: In quest'ultima circostanza mi pregerò di indossare il mignolo nobiliare con scherma adorno di 5 palle:
mi sembra sia conforme all'atmosfera "regale".
Annamaria Del Vecchio