IL DIRITTO ALLA LIBERTA D'INFORMAZIONE
 
21 gennaio 2003

"A Sesto per una battaglia solidale contro il monopolio mediatico"

"Sesto San Giovanni ospita questo convegno sull'informazione ed il pluralismo perchè è la città simbolo della Resistenza civile nella lotta per rivendicare i diritti sociali e cooperativistici, base fondativa di uno stato sociale".
Con queste parole Oldrini, sindaco di Sesto San Giovanni, inaugura il convegno, coordinato da Piero Scaramucci, ex direttore di Radio Popolare, promosso dalla associazione articolo 21 liberi di, Le girandole, i Girotondi per
la democrazia di Milano, sulla libertà di informazione ed il pluralismo, oggi oggetto di violazioni gravi da parte
della maggioranza di governo.
Il primo ad intervenire è il rappresentante dell'associazione Articolo 21, Giulietti, che presenta le finalità del nuovo "Palavobis" dell'informazione:"Dopo il 23 marzo, la data della manifestazione organizzata dalla CGIL a Roma, sono iniziate le epurazioni governative dei soggetti scomodi che parlavano in libertà" - ed aggiunge - "Articolo 21 nasce per difendere la libertà di espressione del pensiero - e ricorda - Federico Orlando, il quale insieme a Montanelli, furono le prime vittime di censure ed epurazioni in tempi non sospetti".
Giulietti invita partiti e movimenti a collaborare insieme ed a lasciare tramontare l'odiosa alternativa dell'aut-aut
"Il nostro movimento sarà come un sarto, cucirà le fratture".
Giulietti attacca la proposta dell'sitituzione di una commissione parlamentare sulla "qualità morale" del servizio informativo:"La censura è la peggiore pornografia esistente. Censurano Gino Strada, perchè visto un pericolo, mentre Borghezio può parlare in libertà. Berlusconi è il signor no: ha eliminato la dignità dell'Italia come paese democratico e civile in Europa".
Infine parla dell'annosa questione del conflitto d'interesse:"Ci si riunisca ed insieme si proponga una soluzione"
- e invita la popolazione a divenire - obiettori di coscienza decidendo di non pagare il canone RAI: non può esistere copertura politica solo per chi è potente e confessa di non aver mai pagato il canone".
Prende la parola Santoro, che inizia il suo intervento con un minuto di silenzio:"Volevo farvi sentire come il silenzio taglia l'animo: lo stare zitti può essere, se voluto, il modo migliore per riflettere; se imposto è una violenza insopportabile sull'essere umano".
"E' insopportabile vedere che Biagi, istituzione giornalistica e cultruale di questo paese, venga eliminato, non sia presente nelle nostre case. La maggioranza degli italiani seguiva "Il fatto" con interesse, passione. Ma questa maggioranza è stata inzittita, non rappresentata".
"Il popolo della pace, che trova insensata la guerra sarà oscurata, mentre poteva trovare in quelle trasmissioni libertà di esprimere il suo pensiero, la sua obiezione. L'odore terribile della guerra non potrà essere nei teleschermi e le persone non potranno comprendere con libertà i veri effetti della guerra".
Santoro fà un parallelismo con il tema riguardante la deregulation in materia lavoristica:"I giovani sono i primi
a difendere l'articolo 18: non sopporterebbero che l'industria diventi solo proprietà assoluta del datore; come
è insopportabile che la Rai apprtenga solo ai governanti".
Berlusconi, secondo Santoro, non è una questione morale, neppure di conflitto d'interessi, perché secondarie:
è un'anomalia istituzionale gravosa perchè lede la libertà di espressione, lede la concorrenza nel mercato, lede l'eguaglianza dei cittadini e la separazione tra interessi privati e pubblici.
Luttazzi ha inviato un proprio saluto ed una piccola comunicazione, in cui dice sarcasticamente:"Io non compro
i prodotti delle case che hanno finanziato Berlusconi e Dell'Utri nella campagna elettorale - ed aggiunge - se Berlusconi dice che stava scherzando in Bulgaria, allora io cosa facevo in televisione?".
In collegamento televisivo interviene Gino Strada:"A Kabul stiamo costruendo un nuovo reparto. Ho operato bambini feriti da ogetti non identificati, reperiti per strada. La guerra qui non è finita, continua sotto altre spoglie" - ed alla domanda di Scaramucci circa le preoccupazioni per un attacco ad una paese musulmano, risponde:
"In Afghansitan si respira molta preoccupazione per un attacco armato ad un paese vicino". 
Ed attacca l'informazione mediatica di massa ufficiale:"Il tg1 ha parlato di Osama come uccel di bosco e Bush
che astringe d'assedio Saddam. I mezzi di informazione assumono posizioni sempre più grottesche".
"La campagna Fuori l'Italia dalla guerra ha smosso le coscienze, siamo un'organizzazione umanitaria" - ed aggiunge alla domanda se le accuse di essere considerato persona che fà politica, Strada risponde - "Se fare politica significa parlare di pace e di diritti umani io sono orgoglioso di fare politica; se significa fare strumentalizzazioni oppurtinistiche io non ci sto".
E ricorda:"La prima conseguenza dopo l'11 settembre è stata la sospensione dei diritti elementari di cittadinanza
e di democrazia".
Castelli, di Magistratura Democratica, parla di leggi che rendono il magistrato silenzioso, senza possibilità
di partecipare alla vita civile del Paese:"I magistrati devono godere della libertà di manifestare il proprio pensiero". 
Accusa una riforma che provvederà ad esaltare maggiormente le differenze sociali nell'ambito delle garanzie processuali.
"Il ministro dice che finchè la giustizia sarà così, è inutile investire. Parole gravi che testimoniano la mancanza
di fondi per il sistema giudiziario, la mancanza di indizione di concorsi, la mancanza di un'informatizzazione delle strutture, il taglio al personale degli uffici giudiziari. La giustizia è condannata a morire".
Lella Costa interviene considerando che "la televisione annienta i neuroni" - ed aggiunge - "non è sempre vero
che ad ogni diritto deve corrispondere un dovere: vi è anche il diritto all'ozio. 
La satira è un diritto assoluto, è invasiva, barricadera, sgradevole. E' difficile, oggi, per chi fà satira superare
la verità".
"L'attuale sistema televisivo è autoreferenziale, ossia non considera una parte della popolazione che ha il diritto
ad essere raccontata: noi non esistiamo, anche se ci siamo".
E, infine, lancia un invito alla sinistra di non essere "tafazziana, ossai autolesionista. I nostri rappresentanti devono saperci rappresentare nel miglior modo possibile: ossia in trasparenza, coerenza, onestà, credibilità. La destra assomma tutto questo, tranne la trasparenza e la coerenza: è incapace, cialtrona, mutevole, leggera, inesatta. Una complicità senza trasparenza, è
come acqua stagnante sotto i ponti, putrefatta".
Diversi gli invitati d'onore presenti in sala: Travaglio, che ha parlato della famosa intervista di Borsellino, sua condanna a morte, rilasciata ad un giornale francese, in cui accusava che nel mandato di omicidio contro Falcone, trasparivano i nomi di Dell'Utri, Berlusconi e Previti, il direttore de Il Fatto, che invita i rappresentati istituzionali
a disertare certe trasmissioni 
della RAI e di Mediaset, ed infine Di Pietro che parla di approvare una legge che determini il divieto di candidare soggetti imputati o sotto accusa, ed inoltre, apre ufficialmente al centrosinistra per un'unità.
Infine prende la parola Cofferati, il quale parla di un 2002 alle spalle come anno dei diritti, e considera il 2003
come anno che ha iniziato bene su questo fronte.
"Il governo muta la democrazia, le leggi. Smentisce ed afferma, incoerente: le istituzioni perdono di credibilità.
La Costituzione viene svuotata nei suoi contenuti. In Palramento si utilizza la delega senza dettagli e senza paletti certi. Il dibattito parlamentare è umiliato. Voglionon accelerare sull'abbattimento dei diritti, perchè avvertono un'opinione pubblica critica: ogni diritto aggredito è aggressione alla nostra storia sociale".
Ciofferati parla di pace come diritto e valore primario, perchè è la nostra identità, perchè è nostra azione quotidiana, perchè i contrasti non sono risolvibili con la guerra.Il terrorismo, secondo l'ex leader della CGIL, attecchisce dove abbiamo miseria, povertà, diperazione sociale:"Noi vogliamo un modello diverso di globalizzazione, dove vi siano regole nei rapporti personali e civili, nel mercato libero, nello sviluppo, perchè sia sostenibile. Gli altri vogliono un modello senza limiti e senza regole, dove anche i diritti siano abbattuti, senza frontiere. L'Europa unita deve saper inglobare le aree, oggi escluse, perchè deve basare la sua forza nell'identità, nella solidarietà, non nell'esclusione per benficio di interesi corporativi di mercato".
"Come ci vedranno: come pericoli. Il conflitto d'interessi inquina la democrazia, lede i diritti personali e di cittadinanza. Dobbiamo unirci e costruire altre iniziative, altri momenti perchè dobbiamo esprimere le nostre posizioni, le nostre obiezioni, le nostre critiche. Noi siamo radicali, parziali, perchè abbiamo un progetto forte, alternativo. Voi, che avete usato il cervello
ed il cuore dovete essere coinvolti e volte questo".
E sul referendum Cofferati parla di un errore politico:"Dobbiamo unirci per delineare leggi che definiscano
le estensioni dei dirtti civili e sociali anche per qulle fasce oggi escluse da tali garanzie".