| IL DIRITTO ALLA GIUSTIZIA | |||||
5 febbraio 2003 Di fianco alla casa degli spettri |
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| Ad Arcore, di fianco alla villa degli spettri, Communitas 2002 "Cittadini per l'etica nella politica", con la collaborazione fattiva dei DS (nemo profeta in patria, dove ti conoscono, Arcore è guidata dall'Ulivo) locali, cui va il sincero grazie degli organizzatori e dei partecipanti, ha indetto un dibattito dal titolo: "Giustizia ed Etica nella Politica" cui hanno partecipato, in ordine d'intervento, Stefania Ariosto, prima per cavalleria e grandissima umanità dimostrata, Antonio Di Pietro, Peter Gomez, Gianni Barbacetto e Marco Travaglio. Padrone di casa il Sindaco Nava di Arcore e moderatore Angelo Salvatori, Presidente di Communitas 2002 (www.communitas2002.it). |
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Poichè ad altri, per loro maggiori capacità, è demandata la cronaca dell'evento, una volta assolti gli obblighi per orientare i lettori, vorrei solo dire che, se non fosse per la grave e seria drammaticità degli eventi, rinconducibili alla "non politica" di chi dovrebbe governarci e garantirci pace, solidarietà, prosperità e fiducia nel futuro, abbiamo assistito ad un grande "spettacolo" improntato ad una divertentissima, anche se amara, pagina basata sull'ironia, talvolta satira. Ma ricordiamoci che, data la portata dei temi trattati, c'è poco da ridere, anche se sono un fautore che lavorare, o come in questo caso trattare, seriamente non significhi farlo necessariamente con la faccia cupa e senza il sorriso sulla bocca. Ma veniamo al perchè casa degli spettri. Ovviamente trattasi della villa residenza personale del premier che, da una ricerca citata da Barbacetto, fu eretta nel XV secolo come convento, luogo di meditazione e preghiera, 1° spettro il cattolicesimo, trasformata poi in residenza signorile nel settecento e pervenuta ai Casati Stampa che, durante il regime mussoliniano, adibirino a "cenacolo" antifascista, 2° spettro il fascismo, finchè per poche lire fu acquistata dal vostro (il voi è di rigore come il doppiopetto) che pare abbia ospitato di tutto o almeno permesso al proprio stalliere di ospitare di tutto, 3° spettro la mafia. Ah! dimenticavo: la villa si chiama "San Martino"; Martino come quel tale che, nella saggezza popolare dei proverbi e modi di dire, "per un sol punto perse la cappa". PENNAdOCA |
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