L'ITALIA FEDERALE MA SOLIDALE
 
28 febbraio 2003

"Sogno o utopia? Il pensiero di Adriano Olivetti arriva alla bocconi"

All'università Bocconi di Milano il network Olivetti ha promosso con il patrocinio dell'istituto Storico Economico ha presentato il pensiero di Adriano Olivetti, esattamente a 42 anni di distanza dalla sua scomparsa. Franco Amatori, docente di storia economica, Vittorio Francione, presidente del Network, Emilio Renzi, docente di semiotica al Politecnico di Milano, Chiara Ricciardelli laureata in scienze politiche a Bologna, Davide Cadeddu, dottorando in storia all'università statale di Milano, Francesco Novara, psicologo del lavoro, collaboratore di Olivetti, Giuseppe Berta, docente di storia contemporanea alla Bocconi, hanno illustrato il sogno realizzabile di Olivetti e il suo insegnamento per costruire un'impresa come comunità lavorativa con rapporti con la comunità esterna. L'impresa di Olivetti era un'impresa etica in tutti i sensi: dal basso veniva gestita la crescita intellettuale e funzionale dei diversi lavoratori. L'Olivetti si basava non sulla normalizzazione dei rapporti, ma sul confronto plurale di soggetti di diverse culture, di appartenenze sociali varie. Olivetti percepiva l'impresa come sistema complesso ed organico, dove la dialettica era base di una convivenza civile in cui la comunità non omologata si identificava in una varietà culturale senza precedenti. L'impresa si ammala, sostiene Novara, se il lavoratore è ammalato: i fallimenti delle piccole imprese sono dovuti a questo fattore. Il progetto di Olivetti è realistico, non utopico: Adriano Olivetti può essere definito umanista moderno, un uomo che ha saputo rendere l'essere e la persona completa, pur vivendo nel frazionamento dei ruoli sociali dell'età moderna. 

Alessandro Rizzo