Si può mantenere la spesa sociale ai livelli attuali? A questa domanda relatori insigni rispondono al convegno promosso lunedì 10 marzo alla Casa della Cultura di Milano dalla Fondazione Di Vittorio, con ospite d'onore l'ex sottosegretario al ministero dell'economia Laura Pennacchi, moderato da Gad Lerner.
Il professor Onofri considera la spesa sociale sostenibile secondo i parametri attuali. Il governo di destra, prosegue, tende a rendere il mercato prestatore di garanzie sociali: non è possibile accettare che interessi generali dipendano dalle regole del mercato.
Esiste oggi un liberismo del "più mercato e meno stato" secondo Pizzuti: un fallimento per i servizi sociali. In Italia la spesa sociale è inferiore al resto d'Europa. E' necessario, secondo Pizzuti, più qualità nel prodotto, più innovazione, maggiore assistenza sociale.
L'intervento pubblico nella spesa sociale garantisce equità ed efficienza, secondo Laura Pennacchi: negli USA le assicurazioni private non coprono coloro che hanno più di 65 anni e la distanza nel reddito tra i manager e gli impiegati è aumentata 33 volte rispetto a 30 anni fa.
Il costo del lavoro è inferiore in Italia rispetto agli USA: ma la delega, secondo Pennacchi, mercantilizzerà lo stato sociale eliminando la formazione permanente, contro gli accordi di Lisbona. Secondo Pennacchi il governo privatizza il welfare e detta più intrusione politica nel mercato: la sua continuità nell'aggressione alla concorrenza è chiara.
Conclude Cofferati parlando di effetti distorsivi del capitalismo: le imprese italiane sono disastrate pur avendo un costo del lavoro basso. E' necessario secondo l'ex leader della CGIL aumentare la qualità e l'innovazione. Il presidente della Fondazione invita a mantenere il sistema risarcitorio del welfare: ci sono anomalie nel mercato del lavoro che vengono compensate da un intervento pubblico. Il governo di destra, asserisce Cofferati, elimina ogni atto che ha partorito la precedente legislatura in tema di emersione del lavoro nero.
Alessandro Rizzo