L'ITALIA FEDERALE MA SOLIDALE
 
29 maggio '03

Ugo La Malfa: tra vocazione europea ed impegno democratico
Incontro promosso a Milano il 26 maggio 2003 al Circolo della Stampa in ricordo di un grande statista.

L'on. Antonio Duva, Democratici di Sinistra, ha dato inizio al convegno, promosso dal Movimento Repubblicani Europei e dal circolo politico milanese "Sinistra Oggi", su Ugo La Malfa, uomo dall'alto senso istituzionale, pensatore che criticò il comunismo e il conservatorismo, che vide in Milano lo snodo europeo per una liberalizzazione dei mercati. L'impresa, secondo La Malfa, aveva una forte responsabilità sociale e il capitalismo non poteva essere né demonizzato, né esaltato. Duva ha sottolineato l'alleanza di La Malfa con un centro di cui vedeva i limiti. La Malfa, secondo lo storico Colombo, non aveva paraocchi ideologici, ma grandi ideali e indirizzò il Nord, influenzato da Salvemini, Croce e dalla sua formazione universitaria veneziana, ad aderire ad un modello socio-economico europeo per apportare sviluppo nell'arretrato Sud. Milano diventa per La Malfa "microcosmo di incontri culturali in un'intellighenzia di critici oppositori al regime. In questo - ha proseguito Colombo - vedeva Milano specchio della gobettiana altra Italia del patto sociale per la democrazia". Importante nel corso storico della vita politica di La Malfa non dimenticare il memoriale antifascista dei liberaldemocratici che dettero vita al Partito d'Azione, dove si denuncia il compromesso tra regime, Chiesa clericale e monarchia conservatrice. L'onorevole Maccanico ha dipinto il partito d'azione come luogo politico di ideali risorgimentali. La Malfa, ha ricordato l'onorevole, impose nel 1943 un governo formato dai partiti del CLN, e definì la formazione di un centrosinistra antelitteram che trovò, dopo pochi anni, la rottura del Partito Socialista di Nenni, determinando l'egemonia della DC. Le rivendicazioni sociali e la difficile situazione economica comportarono la ricerca, da parte di La Malfa, di unità con i partiti della sinistra: nel 1965 considerò doveroso approdare al compromesso storico con il PCI, mentre nel 1975 vide in Berlinguer un apporto ideale per attuare quelle riforme non concepite dal centrismo (per non ricordare, anche, i dibattiti pubblici tenuti da La Malfa, nelle piazze dell'Emilia - regione rosso-verde per eccellenza - con Amendola, Ingrao ed altre personalità chiave dell'allora PCI, che riscossero strepitoso successo e risonanza a livello addirittura europeo - n.d.r.). Europeismo, meridionalismo, borghesia industriale illuminata e sinistra laica sono le quattro definizioni date da Scalfari, alla morte di La Malfa, sintetizzanti il pensiero politico di La Malfa.
Ha concluso il dibattito l'eurodeputata e segretaria nazionale del Movimento Repubblicani Europei, Luciana Sbarbati, considerando indegno l'incontro promosso a Palermo in ricordo dei 100 anni della nascita di La Malfa, dove sedevano alleati della destra post-fascista. Grave, secondo Sbarbati, è l'alleanza di Giorgio La Malfa con il confessionalismo, il clericalismo ed il neoliberismo della destra che attenta ai valori repubblicani costituzionali, per i quali Ugo aveva combattuto:"A chi ci governa manca la cultura politica democratica e di giustizia - ed ha aggiunto - Ho retto fino al congresso di Bari, ma quando ho visto la virata a destra ho deciso di lasciare quel partito. Giorgio La Malfa con atto proditorio ha portato a destra il partito impossessandosi di un simbolo che è l'ideale della vita di repubblicani: per questo ho deciso di denunciarlo". Ed infine ha lanciato la campagna in difesa dell'articolo 139 della Costituzione dove il repubblicanesimo è una cultura da difendere. A concludere questo incontro non si può fare altro che rilevare che La Malfa oltre a non trovare pace per la decisione del figlio di tradire la tradizione politica del padre, non sarà stato certo felice di subire anche l'affronto di essere commemorato da persone come il Presidente del Consiglio, o sentire nel centenario della sua nascita discorsi di economia tenuti dal Tremonti che, per come si è comportato e si sta comportando, mostra chiaramente di non avere neanche la più lontana idea del suo pensiero economico, che ha avuto la sua massima espressione nel libro bianco sulla programmazione, denominato dai suoi detrattori "Il libro dei sogni". E' facile (ma d'altra parte fa parte del modus agendi dei rappresentanti del Polo) parlare e disquisire su persone che, purtroppo, non sono in grado di rimbeccarli per fare notare le menzogne contenute nei loro discorsi.
Ci si sarebbe aspettata una risposta-precisazione da parte del figlio di Ugo La Malfa, ma, data la personalità etico-morale che sta dimostrando di avere, questa aspettativa non poteva che risultare frustrata nel modo più totale.

Alessandro Rizzo