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LA LAICITA’ IN ITALIA | |
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1. La LAICITA’ è un “principio supremo dello Stato”, com’è sottolineato dalla sentenza n. 203 della Corte Costituzionale e come emerge nettamente dal combinato disposto degli artt. 2-3-7-8-19 e 20 della Costituzione: questo implica una “…garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale” ed il Costituente ha voluto inserire uno degli assi portanti della neonata Repubblica tra i valori fondanti nella nostra Carta. Il suddetto termine, infatti, individua l’affermazione di una totale autonomia decisionale rispetto ad ogni condizionamento ideologico morale e religioso e costituisce una delle conquiste irrinunciabili della civiltà umana al pari della tolleranza, dell’etica, del rispetto dell’autonomia, della libertà, della responsabilità individuale, della razionalità La laicità è un libero confronto fra le idee ed i valori, neutro e comune a tutti i cittadini di ogni credo religioso o morale, che assicura la libera, civile e pacifica convivenza di tutti i cittadini, siano essi credenti, atei, agnostici, razionalisti, scettici o indifferenti. Per estensione, “laicità” è equidistanza dalle diverse posizioni religiose ed ideologiche presenti nell’ambito di uno Stato e “laico” è chi ritiene di poter e dovere garantire la propria libertà di scelta e di azione, rispetto a chi ritiene di conciliare o sottomettere la sua libertà all’autorità di un’ideologia o di un credo religioso. Pertanto, si può definire “Stato Laico” quello che agisce mantenendo un comportamento imparziale nei confronti delle fedi religiose dei cittadini, siano esse maggioritarie o minoritarie. Esso costituisce l’opposto dello stato confessionale (o dello stato etico) e si fonda su una concezione non sacrale del potere politico, come attività autonoma rispetto alle confessioni religiose, le quali, tuttavia, possono esercitare la loro attività quando sono collocate su uno stesso piano di uguale libertà. Ecco che allora lo STATO LAICO non professa alcuna ideologia, perchè garantisce a tutte le confessioni ed a tutti i cittadini libertà di religione e di culto, senza istituire alcun sistema di privilegi o di controlli: inoltre, tutela sia l’autonomia delle organizzazioni religiose rispetto al potere temporale che quella del potere civile dal potere religioso Inoltre, la laicità dello Stato tutela anche tutte le confessioni religiose che vi trovano le garanzie certe per esercitare la libertà religiosa: pertanto, risulta incompatibile con l’esistenza del Concordato fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. 2. La su indicata assenza di interferenze religiose dirette nell’ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato corrisponde al LAICISMO, ovvero quella dottrina che teorizza e propugna la totale separazione fra stato e chiesa. Peraltro, è bene precisare che il laicismo non implica, di per sé, alcuna ostilità nei confronti delle religioni: rispetta l’esistenza di istituzioni religiose sul territorio dello Stato e la possibilità che queste possano esprimere posizioni morali, politiche o sociali, ma ciò fino a quando non vengano imposte, in forza di legge, anche a chi non le condivide. E’ solo da notare che ben diverso dal Laicismo è la “SECOLARIZZAZIONE”, cioè il progressivo declino dell’importanza della fede religiosa nella vita di tutti i giorni. Ma in Italia, purtroppo, la situazione è molto diversa. Il cattolicesimo è ancora fortemente presente nella nostra cultura, ed influisce in ciò sia la presenza in Italia della Stato della Città del Vaticano sia gli accordi di forte integrazione (i Patti Lateranensi del ’29 e la successiva revisione dell’84 con il nome di Concordato) stipulati con la Chiesa, tanto da arrivare a modificare sostanzialmente anche gli articoli della Costituzione. Il suddetto quadro evidenzia come nell’ordinamento civile siano tuttora previste ed accettate norme ed usanze legate alla tradizione cattolica, assicurando loro una netta supremazia. Questo è lesivo dell’uguaglianza tra i cittadini, costituzionalmente garantita a prescindere dalla loro aderenza ad una determinata confessione. Ecco perché, a mio parere, bisogna riconoscere che l’ordinamento italiano, con riferimento alla materia religiosa, non è un ordinamento democratico: infatti 1. Non è garantito il principio di laicità (un ordinamento o è laico o non è democratico) 2. Non è garantita l’uguaglianza dei cittadini e delle confessioni religiose davanti alla legge 3. Non è garantita l’eguale libertà delle confessioni religiose giacché, come aveva giustamente notato Lelio Basso, “ …. l’eguale libertà delle confessioni religiose risulta violata ogni volta che ad una confessione religiosa sia offerta la possibilità di una esplicazione più accentuata di libertà (pag. 16 della Relazione della proposta di modifica costituzionale) e la libertà si trasformi dunque in privilegio (in palese violazione della Costituzione) 4. Non sono tuttora garantite le libertà di religione e verso la religione, anche dopo la stipulazione del Concordato di Villa Madama del 18 febbraio del 1984 5. Non è garantita l’uguaglianza tra credenze religiose e filosofiche, tra confessioni religiose ed organizzazioni non confessionali e filosofiche Insomma, la nostra Costituzione si può ben definire come un ibrido, dovuto all’originaria presenza di varie componenti (socialiste, cattoliche e comuniste) ed alla necessità di non dover scontentare nessuno. Peraltro, le difficoltà della “Laicità” sono quelle incontrate recentemente da tutti i principi, valori e diritti contenuti nella prima parte della Costituzione, costantemente messa in discussione dalle cosiddette “costituzioni parallele”. Negli scorsi mesi abbiamo assistito al varo di un “Manifesto dei Valori”, alla ricerca di nuovi valori che cancellassero la memoria di quelli costituzionalmente riconosciuti e garantiti. Alla spasmodica ricerca di “NUOVI” punti di riferimento, sembra esplodere una battaglia tra valori che ha cancellato l’identità costituzionale repubblicana. Quale laicità ci aspetta senza i necessari riferimenti costituzionali? Stefano Volante PARTITO DEMOCRATICO 347/8550291 |
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