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Un'esperienza alle primarie per il PD | |
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Riceviamo dalla dirigenza dell'associazione "Il Teatrino ES": Gentile Sig.ra Simona Giovannozzi, sono particolarmente felice di come sono andate le primarie, ho contribuito nel mio piccolo a far giungere molti voti dalla città mineraria belga di Genk (nelle Fiandre), dove ho potuto votare con mia moglie, presentando la carta d'identità e firmando regolarmente il foglio dei votanti; e grazie ad una mia opera di diffusione sulle linee guida del nuovo Partito Democratico, ho convinto diversi cittadini a venire con me a votare nell'unica sede disponibile. Gli Italiani in Belgio sono legatissimi ai vecchi partiti, pertanto l'argomento PD è stato oggetto di molti dibattiti, fatti anche all'interno del circolo Papà Cervi. Sostanzialmente la difficoltà per loro è quella di percepire come le componenti progressiste e cattolico moderate possano coesistere in un'unica casa. La memoria delle loro lotte per la civiltà dei diritti e dei doveri, sostanzialmente per il progresso, sono costellate da ricordi con sfumature a forti tinte, spesso molto dolorosi. Tutto questo ha contribuito a tenere sostanzialmente separate le due correnti.
Se mi permette Le racconto del mio recente viaggio in Belgio dove, dal 9 al 15 ottobre, ho allestito alcuni spettacoli di burattini e marionette, rivolti agli associati AFI (Associazione Famiglie Italiane), ACLI, e altre sigle, per conto dell'Istituto Santi di Reggio Emilia e della Consulta Regionale dell'immigrazione della Regione Emilia Romagna, presieduta da Silvia Bartolini.
Io e mia moglie Rita siamo stati ospitati da cittadini Italiani di seconda, terza e quarta generazione. Figli d' immigrati che partirono per lavorare nelle miniere di carbone tramite l'accordo tra i due stati "carbone per minatori". La quasi totalità della prima generazione si ammalò di silicosi, che grazie all'INCA e a lotte sindacali, fu riconosciuta come malattia professionale, pertanto pochissimi dei primi minatori hanno potuto godere della pensione, poiché morti prematuramente. I loro figli nati in Belgio, ma rimasti cittadini italiani, per amore dei padri, per venire in Italia devono avere il passaporto italiano, cosa molto strana visto che nell'Unione Europa gli accordi di Schengen garantiscono ai suoi cittadini la libertà di movimento a persone e merci, all'interno degli stati membri. Persone che si commuovono fino alle lacrime quando sentono parlare la lingua del loro paese d'origine. Per tutti loro ho portato uno spettacolo di burattini e marionette, fatto con tanti piccoli sketch, dove i personaggi della Commedia dell'Arte: Pantalone, Brighella, Arlecchino, Ballanzone, Pulcinella, Fagiolino, Sandrone e altri, hanno sollecitato i ricordi, i dialetti, e i modi di dire, poiché ogni personaggio della commedia dell'Arte rappresenta una differente regione d'origine dei migranti italiani, che firmavano un contratto con le miniere che li legava in modo indissolubile per cinque anni.
A questi nostri connazionali, che per lavorare in Italia, hanno bisogno del permesso di soggiorno (come del resto in Belgio, da rinnovare ogni 5 anni), subendo la stessa sorte, a volte umiliante, dei popoli extracomunitari, tutti noi dobbiamo portare grande rispetto, per le sofferenze indicibili di una forzata migrazione, che in tempi di miseria li ha portai a cercare un luogo dove potessero, col congiungimento della famiglia, incominciare una vita nuova, con prospettive migliori per i loro figli.
In chiusura, sono molto fiero, di essere riuscito a scardinare convinzioni rigide, legate ad un passato ormai molto distante, ma molto comprensibile. Anche grazie ai miei burattini, sono riuscito a farmi dire: " mi hai convinto vengo a votare per le primarie del Partito Democratico".
Auguri di buon lavoro, ora che qualcosa di veramente nuovo è nato, e pare con una forza quasi inaspettata.
Firmato Vittorio Zanella del Teatrino dell'ES |
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