IL PD A SEGRATE

1.  Lo spunto per queste brevi note è il deprimente spettacolo offerto dalla bagarre per la formazione delle Liste per le Assemblee Nazionale e Regionale, lo squallore forse paragonabile a quelli andati in scena ai tempi della “Prima Repubblica”  (ma perché questa è diversa??) , visto come quel minimo spazio lasciato ai cittadini sia stato spazzato a vantaggio dei “soliti noti”.

Ma questo, inutile negarlo, è uno spettacolo già noto: l’unica speranza è che non si ripeta nelle prossime elezioni amministrative comunali e provinciali, dove il controllo sul territorio dovrebbe essere  maggiore.

2. L’inizio di questo autunno ha visto la discussione politica all’interno del centro-sinistra segratese vivacizzarsi di riflesso all’accendersi del panorama politico nazionale,  con le preoccupanti nubi di tempesta che si addensano all’orizzonte: la politica del governo e la nascita del Partito Democratico rischiano di intrecciare il loro cammino prima del previsto  e di rendere il futuro del P. D. sempre più dipendente da un dialogo che potrebbe avere come inevitabile sbocco l’alleanza con forze centriste.  

Simili sinergie possono essere architettate in un quadro politico in lenta evoluzione in cui sono in corso processi di riaggregazione tra forze affini, attratte da uno spirito nuovo ed indubbiamente meno ideologico di un tempo.

Ne consegue che potrebbe forse essere definitiva la spaccatura con il PRC, salvo sempre auspicabili ripensamenti sull’attuale rigidità ideologica di alcune sue posizioni.

Quindi condivido parzialmente la considerazione che, a livello nazionale e segratese, manchino le condizioni per costruire un’alleanza per governare:  ora più che mai l’attenzione dovrebbe essere rivolta con decisione anche verso forze storicamente affini come i Verdi ed il mondo dell’associazionismo, ricco di personalità di area progressista e di idee innovative.

La mancanza di etica e legalità, il welfare ed i diritti civili, l’ambiente e la laicità, insieme alla drammatica situazione delle infrastrutture e del lavoro precario, della sanità e dei trasporti,  sono solo alcuni dei punti che si vanno ad unire alle emergenze più sentite dai segratesi: sicurezza e carovita,  inquinamento e case economiche, ricambio generazionale e politiche per giovani e per anziani, tanto per citare alcuni degli argomenti ancora in attesa di risposta.

Ma soprattutto sono convinto che, prima di discutere delle alleanze possibili, sia necessario recuperare il rapporto con i cittadini,  percorsi sempre più da disagio e sfiducia nei confronti del mondo politico e da una crisi dei valori di cui abbiamo più volte evidenziato la gravità.

Infatti è quasi paradossale quanto si sia parlato dei cittadini negli ultimi tempi e quanto sinora si sia fatto per allontanarli dalla politica:  incredibile!
Anche per questo, siamo da sempre convinti della vitale importanza di costruire un rapporto di fiducia con tutto il tessuto sociale affinché si comincino ad accompagnare le promesse con i fatti: questo è senz’altro possibile in una cittadina come  Segrate, anche se alcune problematiche ( quali la viabilità, i trasporti ecc.) possono essere affrontate solo con la condivisione con organismi sovracomunali.

Nella realtà Segratese,  la svolta potrebbe essere l’ormai famosa “spinta dal basso”, dei cittadini e delle strutture territoriali ( come i Consigli di Circoscrizione), sinora talmente inconcludenti da risultare quasi inesistenti:  anche questo è un segno del profondo distacco dalla politica e dobbiamo indurli a riavvicinarsi, appassionarli e portarli a nuovamente discutere di tute le problematiche segratesi.

E’ uno sforzo. Anzi, una SFIDA.  Ma le sfide esistono per essere affrontate e vinte con serietà e responsabilità.

Questa è l’ultima possibilità. Le elezioni amministrative sono dietro l’angolo, e noi siamo in alto mare.

Intanto dobbiamo prepararci, e mi sembra che il tentativo di dialogo in atto da parte dell’opposizione vada nel senso accennato,  ma non dobbiamo tralasciare la  preziosa occasione fornitaci dal Partito Democratico:  coinvolgere costruttivamente cittadini ed associazioni, finora lasciati ai bordi della politica, interessati dalla possibilità di affrontare argomenti nuovi con nettezza e senza preconcetti ideologici.

Possono sembrare le parole e le idee di un folle,  ma ricordiamoci che, anche quando anni fa si cominciò a parlare del Partito Democratico,  venimmo considerati tali.

Ora quel “sogno impossibile” sta  diventando realtà.

Stefano Volante
Responsabile di COMMUNITAS2002 MILANO e SEGRATE
Cittadini per l’etica nella politica