La manifestazione del 14 settembre 2002 a Roma

Il 14 settembre eravamo in piazza anche per dire NO alla guerra; un NO che non è retorico, ma è un NO contro ogni forma di sopruso, abuso di potere e di arroganza violanti altamente la legalità internazionale e costituzionale (l'articolo 10 della Costituzione definisce che l'Italia limita la propria sovranità per la pace tra i popoli e così anche l'articolo 11!).
Un'altra violazione della Costituzione da parte di un governo che asserisce di ottemperare alle indicazione dell'unico alleato americano, dando ancora alta fedeltà ad una strategia militare e bellicosa assolutamente deleteria e direi disumana.

Personalmente mi ritengo assolutamente contrario alla guerra in Iraq per diversi motivi:

la guerra all'Iraq viene dichiarata unilateralmente da uno stato, scavalcando l'autorità, l'indipendenza decisionale
e la funzione dell'ONU, su cui indbitamente si sta promuovendo una pressione illogica, strumentale e direi alquanto illegittima;

la guerra all'Iraq peggiorerebbe i fragili equilibri presenti in medio oriente, creando maggiori tensioni e maggiori conflitti tra occidente ed oriente;

la guerra all'Iraq sarebbe esempio di sopraffazione degli interessi meramente economici a discapito della risoluzione onvenzionale, diplomatica e quindi politica della situazione mediorientale;

la guerra all'Iraq sarebbe un maggiore danno per una popolazione di civili già esautorati da un decennale embargo insensato, inefficace ed assolutamente disumano.

Sostenere l'appello di emergency non è solo sostenere la volontà di promozione della pace nel mondo, ma è anche condizione di ripristino dell'efficace e della sovranità assoluta degli organismi che promuovono politica, dialogo, confronto e convenzionali relazioni diplomatiche tra i popoli ed i paesi.

Alessandro Rizzo