Oggi 30 settembre '02 si è tenuto alle "stelline" un
incontro volto a dar vita al Forum 32 Lombardia, in prosecuzione del
Forum 32 nazionale, nato nel novembre scorso.
Le finalità di questa istituzione si possono sintetizzare nel
numero 32 che richiama l'articolo della costituzione "La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse
della collettività……".
Perché scomodare la costituzione?
Perché ancora una volta l'attuale governo tenta di calpestarLa
con una riforma "liberista" del Sistema Sanitario Nazionale
(SSN) destabilizzando un sistema pubblico, anche se certamente migliorabile
e da migliorare, sufficientemente funzionante, per favorire un processo
di privatizzazione: il privato, secondo la Cdl, è sinonimo di
efficienza, ma per esperienze, anche internazionali, è molto
spesso sinonimo di business ad ogni costo.
Non è giusto affidare la nostra salute, per altro pagata con
la contribuzione generale, a chi per definizione ha come mission il
profitto.
Inoltre il federalismo bossiano non fornisce garanzie di un trattamento
omogeneo nelle varie regioni.
Per queste e altre motivazioni di un argomento complesso e assai articolato
si è sentita la necessità di creare un punto d'incontro-confronto
per sensibilizzare gli amministratori locali, gli operatori sanitari
e i cittadini tutti su quello che si sta verificando.
In particolar modo quelli lombardi dal momento che la riforma "sperimentale",
la sanità di Formigoni, è da noi già in corso da
diverso tempo.
Il Presidente di Forum 32 è l'on. Rosy Bindi e tra le adesioni
più significative segnalo, la Charitas ,di fondamentale importanza
perchè il mondo cattolico avrà un ruolo determinante,l'Italia
dei Valori di Di Pietro, la Margherita, i DS, la CGIL il cui settore
Funzione Pubblica è il patrocinatore organizzativo, l'Unione
Italiana Ciechi, Emergency, Agnoletto ecc… (troverete l'elenco
completo tra i documenti) .
Voce stonata è quella di rifondazione che, a mio giudizio per
motivazioni politiche che sanno di stantio (disaccordo su aziendalizzazione,
riforma federalista, così come intesa dall'ulivo, e fondi integrativi)
ha dichiarato che vorrebbe, ma non può aderire.
Fornisco di seguito l'elenco dei relatori a cui farò seguire
una difficile sintesi dei punti cruciali emersi:
Chairman:
Rosa Pavanelli segretaria generale FP CGIL Lombardia
Lella Brambilla segretaria FP CGIL Lombardia
1° Dr. Vigna cardiochirurgo
di Pavia per L'Italia dei Valori
2° Dr. Landonio medico Ospedale Niguarda portavoce dei DS
3° Busetti Presidente Unione Italiana ciechi lombardia
4° Polenghi Daniela assessore servizi sociali provincia di Cremona
per i Comunisti Italiani
5° Prof Mida ex primario ospedaliero
6° Vanacore responsabile regionale CGIL sanità
7° Fiorenza Bassoli vice presidente consiglio regionale lombardia
(DS)
8° Mazzucconi Daniela direttore di strutture socio sanitarie (case
di riposo)
9° Rutelli Pietro consigliere comunale di Milano per la Margherita
10° Esponente di rifondazione
11° Agnoletto responsabile scientifico di LILA Cedius, centro per
i diritti umani e la salute pubblica)
12° Fiorini responsabile CGIL infermieri professionali di Mantova
13° Danuvola consigliere regione Lombardia per la Margherita
14° Rosy Bindi onorevole
I punti salienti
• la riforma del Polo dà ai privati la polpa lasciando
al sistema pubblico la gestione dei settori più costosi (ad es.
rianimazione, pronto soccorso, ecc…)
Scorporando gli ospedali dalle ASL di fatto è già stato
minato alla base il sistema che tra assistenza ospedaliera e in genere
ricoveri e l'assistenza territoriale avrebbe dovuto trovare un coordinamento
e una gestione integrata più economica e con un miglior rispetto
della qualità della vita( ad es. di anziani, disabili).
Inoltre con questa finanziaria si separa l'assistenza sanitaria dall'assistenza
sociale trasformando le ASL in solo dispensatori di cure, di fatto abolendo
il concetto di prevenzione, e demandando agli enti locali la gestione
dell'assistenza, che per mancanza di risorse e di impossibilità
nell'imposizione di nuove tasse porteranno inevitabilmente a tagli di
servizi.
Le regioni e i comuni saranno di fatto i veri i liquidatori dell'attuale
SSN.
• Cè il tentativo, almeno iniziale di far crescere d'importanza
il complesso e variegato mondo
del volontariato che restava necessariamente imbrigliato da uno stato
sociale funzionante. Sarà fondamentale dialogare e far capire
il gioco che mira ad affidare, almeno in Lombardia , la gestione dell'assistenza
a comunione e liberazione e altre associazioni del genere.
• Il sistema privatistico di fatto introdurrà le polizze
assicurative, che saranno costose e che finiranno
per impoverire soprattutto le classi medie.
• Il metodo universalistico dell'attuale SSN non è soltanto
giusto, ma è anche complessivamente
e dimostratamente il più conveniente da un punto di vista economico
ovvero se si sommano le risorse rese disponibili dalla fiscalità
generale e quella integrativa dei cittadini (tickets)
• Con una delle più eclatanti operazioni centraliste e
stataliste è stata imposta alle regioni la chiusura
di 300 ospedali individuati dal governo senza tener conto delle varie
realtà territoriali e dei relativi servizi sostitutivi. Già
l'Ulivo aveva stabilito la riduzione del numero di ospedali, ma demandando
alle regioni
di stabilire quali, come e in che tempi; cosa che ad es. è già
stata fatta in Toscana dove si è provveduto per tempo ad integrare
e ampliare un assistenza territoriale che fosse comunque vicina, forse
più vicina, ai cittadini.
La prima regione ad adeguarsi alla direttiva governativa è stata
la Puglia, che ancora oggi non ha il 118 funzionante, con i risultati
di sommossa popolare che tutti abbiamo visto in televisione.
• Formigoni ha venduto molto bene il suo programma dando un subitaneo
riscontro pratico ai cittadini: la possibilità di farsi le analisi
ovunque volessero.
Questo rende difficile una convincente comunicazione su quanto di fatto
sta avvenendo per cui potrebbe essere utile far muovere il popolo dei
girotondi, non solo per la salute del diritto ma anche per il diritto
alla salute.
• Secondo Agnoletto esiste una tendenza internazionale, sempre
più aggressiva, all'universalizzazione
dei servizi ovvero a considerare la salute e la formazione prodotti:
occorre una globalizzazione della difesa da questo mercimonio.
• C'è stato un invito accorato a ritrovare, almeno sul
tema sanità, l'unità sindacale anche perché alla
fine
il "patto per l'italia" viene finanziato dal risparmio sulla
sanità stessa.
• Impegno di tutti ad esplicitare il dibattito sul modello di
società e di SSN per aiutare i cittadini a capire.
Ritengo opportuno che Communitas
2002, viste le specifiche competenze nel settore sanità di alcuni
di noi, si pensi a farsi promotrice, verso altri girotondisti, della
problematica e magari per un girotondo "salutare".
Alfredo Seghieri - Segretario
di Communitas 2002
La redazione informa che:
L'associazione "Communitas
2002" ha deciso di aderire pienamente a "Forum 32 Lombardia"
ed invita altre associazioni ad aderirire a questa istituzione.