Bene hanno fatto i gruppi di opposizione a battersi per il ripristino
di regole democratiche essenziali e per cercare di cambiare un bilancio
comunale avaro verso bisogni importanti per tutti i milanesi e per quelli
più deboli in particolare. Importantissima, in particolare, la
battaglia molto determinata sulla riforma dello Statuto.
In queste settimane, caratterizzate da momenti che Milano non aveva
ancora visto, si è certo indebolito il rapporto tra sindaco -
e centrodestra – e città. Un sindaco che vuole imbrigliare
e blindare le proprie decisioni senza riconoscere al Consiglio comunale
le prerogative istituzionali e politiche sulle decisioni fondamentali
di governo
Al riparo del voto che lo ha eletto, si nega al dibattito, non parla,
mostra insofferenza verso fondamentali regole democratiche e un elementare
rispetto della propria funzione e della città tutta.
Un centrodestra
che non esita ad usare volgari trucchi per mascherare le proprie divisioni,
malgrado le dimensioni che le ha regalato il sistema maggioritario.
Palazzo Marino transennato per tenere lontane civili e pacifiche manifestazioni,
come nemmeno negli anni più cupi della Repubblica.
Chiusi nel loro mondo, non sentono il peso di questa situazione e non
hanno certo la sensibilità politica e l'onestà intellettuale
di rimettersi al giudizio degli elettori; d'altro canto, siamo consapevoli
che le regole elettorali cristallizzano la situazione, quelle stesse
che permettono i ricatti della Lega.
Pensiamo che ci
sia bisogno di molti passi avanti, al di là delle sedi istituzionali.
Il governo di Milano è in pieno marasma. E' ora di avviare la
costruzione di una prospettiva programmatica e politica che raccolga
le forze più vive della città, rappresenti le istanze
di partecipazione che sono cresciute in questi anni e sostenga la ripresa
del ruolo economico, sociale, culturale che spetta a Milano.
Di questo obiettivo
– insieme alle forze politiche, nella articolazione dei ruoli
e per valorizzare la ricchezza delle culture e delle esperienze che
sono in campo – le tante associazioni milanesi e tanti cittadini
impegnati nei più diversi ambiti sociali e culturali possono
e vogliono essere partecipi e protagonisti.
Pensiamo che si debba dare vita ad un Forum permanente, punto di riferimento
per raccogliere e rielaborare tutti i contributi, generali e particolari,
che nascono dalle esperienze vive della città, libero da formule
e dall'ansia mediatica del leader: un lavoro sul merito,o, aprendo da
subito un processo che, insieme ed oltre alle forze del Consiglio comunale,
coinvolga le mille realtà di cui è fatta Milano e che
oggi, più che in altri momenti, hanno diritto e necessità
di avere voce e di essere rappresentate.
Angelo Salvatori