LETTERA APERTA AI MOVIMENTI
Milano, Giugno 2003


Communitas 2002 si appresta a compiere il primo anno di attività.
La nostra associazione, nata sull'onda dell'indignazione contro le leggi vergogna attuate prontamente dalla destra è cresciuta in maniera determinante si è inserita stabilmente oggi nel tessuto milanese: è sempre presente nei momenti di aggregazione dei movimenti stessi e nei momenti di manifestazioni sia corali che nei convegni su tutto il territorio nazionale.
Dopo l'apertura di una sede di riferimento a Roma si sono intensificati i contatti stabili con i movimenti romani.
In base a tutto questo lavoro, svolto appassionatamente da tutti i soci, Communitas si pone oggi come uno dei pochissimi movimenti organizzati e strutturati democraticamente e viene riconosciuta come interlocutore autorevole e affidabile dagli altri movimenti, dai patiti del centrosinistra e dalle istituzioni.
Questo risultato è stato ottenuto da un continuo lavoro e sforzo per tessere rapporti costanti e costruttivi e non più contrapposti con le articolate realtà del centrosinistra, nella convizione che sia ormai sterile una contrapposizione astiosa ed ostile che ancora emerge in molti documenti e comportamenti e lettere più o meno aperte.
Questo atteggiamento, ripetiamo astioso e ostile, non era alla base dell'ormai famoso grido di Moretti a Piazza Navona pronunciato con passione civile in tempi che oggi appaiono politicamente lontani, soprattutto per la reattività che quel grido ha stimolato nei cittadini e nella classe politica.
Il cambiamento auspicato e richiesto reiteratamente e con enfasi alla classe politica della sinistra, non poteva e non può essere repentino come alcuni massimalisti radicali esigevano e continuano pervicacemente a pretendere fino ad auspicare il dissolvimento dell'attuale classe politica.
Il cambiamento è un progetto che non può maturare in tempi istantanei, ma è un processo evolutivo che ha bisogno di tempo e di alimentarsi continuamente con le idee che provengono dalla società.
Dai tempi di Piazza Navona molte cose sono accadute e molta strada è stata percorsa: è tempo che anche i movimenti ne prendano atto e si avviino su nuovi percorsi politici eliminando anche dal linguaggio toni di astiosità e supponenze autoreferenziali che possono essere interpretate solo come autoproposizioni e autocandidature da contrattare con la classe politica.
E' tempo quindi di costruire insieme un percorso politico comune dove il dialogo sia il principale strumento, le risorse umane siano correttamente valutate e adeguatamente utilizzate e valorizzate.
Il tutto inquadrato in un contenitore che ancora oggi appare lontano, ma proprio per questo lo stimolo dei movimenti deve essere diretto alla costruzione e non più alla contrapposizione.
Qualche segnale di novità sembra apparire all'orizzonte politico e da parte dei partiti maggiori appare già in atto.
La campagna eletorale appena conclusa ha dimostrato che in diversi casi la collaborazione attiva e propositiva tra movimenti e partiti ha dato buoni frutti in diverse realtà (Friuli, Udine e Pescara, etc…). Questo approccio che timidamente si affaccia nella realtà politica italiana è una ricchezza potenziale da non disperdere: da qui la necessità di una più attiva e convinta collaborazione per meglio interpretare le nuove realtà che soprattutto nelle sue fasce giovanili pesentano delle interessanti novità di partecipazione e di risveglio che negli anni passati era assopita.
Le nuove generazioni ormai sono consapevoli che il proprio futuro lavorativo è condizionato da una parcellizzazione del mercato del lavoro e da un'elevatissima precarietà e temporaneità dello stesso che induce insicurezza e limita la progettualità di vita.
Noi dobbiamo dare delle risposte a queste esigenze, risposte che non solo la destra non sarà mai in grado di dare in quanto lei stessa è la causa di questo deterioramento sociale.
Noi di Communitas 2002 continueremo a perseguir equesta politica di coesione agendo in tutte le sedi possibili da cerniera tra partiti e sociale, tra associazioni e movimenti e tra movimenti e movimenti, cercando di contribuire con le nostre capacità e modalità alla costruzione di quel luogo politico che deve nascere come primo passo di un percorso che nel prossimo futuro deve realizzare il nuovo modo di fare politica, in cui i partiti riescano a meglio interpretare se stessi e gli altri soggetti.

In funzione di quanto detto Communitas 2002 fa appello ai movimenti per riconoscere nella Rete dei Cittadini per l'Ulivo il contenitore naturale per proseguire un'azione di risveglio delle coscienze verso una costituente del nuovo grande Ulivo.
L'associazione della Rete dei Cittadini per l'Ulivo, infatti, offre una giusta cornice strutturata ma leggera per garantire ad associazioni, movimenti liste civiche ed altre aggregazioni politico più o meno spontanee un ambiente di collaborazione, confronto costruttivo ed elaborativo in cui avviarsi in un processo progettuale e programmatico.
Anche se la stagione del movimentismo dell'indignazione purtroppo non è esaurita, i tempi sono maturi per decidere di costruire l'auspicata alternativa.

Angelo Salvatori