Communitas 2002 si appresta a compiere il primo anno di attività.
La nostra associazione, nata sull'onda dell'indignazione contro le leggi
vergogna attuate prontamente dalla destra è cresciuta in maniera
determinante si è inserita stabilmente oggi nel tessuto milanese:
è sempre presente nei momenti di aggregazione dei movimenti stessi
e nei momenti di manifestazioni sia corali che nei convegni su tutto
il territorio nazionale.
Dopo l'apertura di una sede di riferimento a Roma si sono intensificati
i contatti stabili con i movimenti romani.
In base a tutto questo lavoro, svolto appassionatamente da tutti i soci,
Communitas si pone oggi come uno dei pochissimi movimenti organizzati
e strutturati democraticamente e viene riconosciuta come interlocutore
autorevole e affidabile dagli altri movimenti, dai patiti del centrosinistra
e dalle istituzioni.
Questo risultato è stato ottenuto da un continuo lavoro e sforzo
per tessere rapporti costanti e costruttivi e non più contrapposti
con le articolate realtà del centrosinistra, nella convizione
che sia ormai sterile una contrapposizione astiosa ed ostile che ancora
emerge in molti documenti e comportamenti e lettere più o meno
aperte.
Questo atteggiamento, ripetiamo astioso e ostile, non era alla base
dell'ormai famoso grido di Moretti a Piazza Navona pronunciato con passione
civile in tempi che oggi appaiono politicamente lontani, soprattutto
per la reattività che quel grido ha stimolato nei cittadini e
nella classe politica.
Il cambiamento auspicato e richiesto reiteratamente e con enfasi alla
classe politica della sinistra, non poteva e non può essere repentino
come alcuni massimalisti radicali esigevano e continuano pervicacemente
a pretendere fino ad auspicare il dissolvimento dell'attuale classe
politica.
Il cambiamento è un progetto che non può maturare in tempi
istantanei, ma è un processo evolutivo che ha bisogno di tempo
e di alimentarsi continuamente con le idee che provengono dalla società.
Dai tempi di Piazza Navona molte cose sono accadute e molta strada è
stata percorsa: è tempo che anche i movimenti ne prendano atto
e si avviino su nuovi percorsi politici eliminando anche dal linguaggio
toni di astiosità e supponenze autoreferenziali che possono essere
interpretate solo come autoproposizioni e autocandidature da contrattare
con la classe politica.
E' tempo quindi di costruire insieme un percorso politico comune dove
il dialogo sia il principale strumento, le risorse umane siano correttamente
valutate e adeguatamente utilizzate e valorizzate.
Il tutto inquadrato in un contenitore che ancora oggi appare lontano,
ma proprio per questo lo stimolo dei movimenti deve essere diretto alla
costruzione e non più alla contrapposizione.
Qualche segnale di novità sembra apparire all'orizzonte politico
e da parte dei partiti maggiori appare già in atto.
La campagna eletorale appena conclusa ha dimostrato che in diversi casi
la collaborazione attiva e propositiva tra movimenti e partiti ha dato
buoni frutti in diverse realtà (Friuli, Udine e Pescara, etc…).
Questo approccio che timidamente si affaccia nella realtà politica
italiana è una ricchezza potenziale da non disperdere: da qui
la necessità di una più attiva e convinta collaborazione
per meglio interpretare le nuove realtà che soprattutto nelle
sue fasce giovanili pesentano delle interessanti novità di partecipazione
e di risveglio che negli anni passati era assopita.
Le nuove generazioni ormai sono consapevoli che il proprio futuro lavorativo
è condizionato da una parcellizzazione del mercato del lavoro
e da un'elevatissima precarietà e temporaneità dello stesso
che induce insicurezza e limita la progettualità di vita.
Noi dobbiamo dare delle risposte a queste esigenze, risposte che non
solo la destra non sarà mai in grado di dare in quanto lei stessa
è la causa di questo deterioramento sociale.
Noi di Communitas 2002 continueremo a perseguir equesta politica di
coesione agendo in tutte le sedi possibili da cerniera tra partiti e
sociale, tra associazioni e movimenti e tra movimenti e movimenti, cercando
di contribuire con le nostre capacità e modalità alla
costruzione di quel luogo politico che deve nascere come primo passo
di un percorso che nel prossimo futuro deve realizzare il nuovo modo
di fare politica, in cui i partiti riescano a meglio interpretare se
stessi e gli altri soggetti.
In funzione di quanto detto Communitas 2002 fa appello ai movimenti
per riconoscere nella Rete dei Cittadini per l'Ulivo il contenitore
naturale per proseguire un'azione di risveglio delle coscienze verso
una costituente del nuovo grande Ulivo.
L'associazione della Rete dei Cittadini per l'Ulivo, infatti, offre
una giusta cornice strutturata ma leggera per garantire ad associazioni,
movimenti liste civiche ed altre aggregazioni politico più o
meno spontanee un ambiente di collaborazione, confronto costruttivo
ed elaborativo in cui avviarsi in un processo progettuale e programmatico.
Anche se la stagione del movimentismo dell'indignazione purtroppo non
è esaurita, i tempi sono maturi per decidere di costruire l'auspicata
alternativa.
Angelo Salvatori