Communitas 2002, associazione che si ispira al programma di Comunità
di Adriano Olivetti, è costituita da un gruppo di cittadini democratici
che perseguono il fine di difendere i principi e i valori della nostra
Costituzione, nata dalla Resistenza antifascista, oggi quotidianamente
attaccati.
Forte è da sempre il nostro impegno ideale e di azione culturale
nel contrastare le politiche scellerate dell'attuale governo, che promuove
gli interessi individuali di pochi potentati, a discapito dell'interesse
generale dei cittadini, leigferando atti ad personam, a favore esclusivo
del presidente del Consiglio e dei suoi accoliti, favorendo e istigando
all'illegalità da sanare, poi, con condoni a tutti i livelli
che impoveriscono sia in termini monetari sia ideali il popolo italiano.
Il problema concernente in particolare la libertà di espressione
del pensiero è complesso, fortemente attuale e definisce il livello
di democrazia di un Paese, di un sistema ordinamentale: dare delle risposte
concrete e propositive a una situazione generale critica nel campo dell'informazione
è doveroso e necessario.
Le risposte possono essere date proprio partendo dalla definizione di
una rete di relazioni, di confronto e di elaborazione tra individui,
organismi e realtà che già fanno informazione alternativa,
libera e indipendente: un'altra informazione è possibile, ossia
un'altra informazione è già presente e proprio perchè
è presente può essere definita come risposta possibile
al problema del controllo monopolistico dei media.
Occorre, quindi, delineare da subito uno spazio aperto di dibattito
e di confronto costruttivo che possa delineare un sistema informativo
nuovo, aperto alla cittadinanza e, soprattutto, rivolto ad analizzare
opportune proposte di riforma radicale dell'attuale panorama radiotelevisivo,
afflitto dall'eterno duopolio, oggi monopolizzato dalla presenza di
un Presidente del Consiglio, proprietario di 3 reti telelvisive, del
95% dei mezzi di comunicazione ufficiali, e, allo stesso tempo, direttamente
influente sulle scelte del palinsesto informativo riguardante le 3 reti
pubbliche.
Il progetto dell'istituzione delle reti comunitarie, le "Urban
tv", sull'onta dei modelli belga e spagnolo, potrebbe essere utile
per il raggiungimento di questi obiettivi.
Occorre assolutamente già da adesso partire da questi punti di
riflessione:
- informare e fare conoscere la cittadinanza dello stato attuale dell'informazione,
il controllo diretto da parte dei poteri forti, le modalità con
cui i poteri forti controllano direttamente i media, quali sono le conseguenze
nei riguardi della cittadinanza derivanti da questo controllo diretto;
- un'educazione a leggere i media, a interpretare le notizie, ad analizzarle;
- analizzare le prospettive propositive, nonchè i canali possibili
per affermare quel "contropotere" informativo, termine apparso
su Le Monde Diplomatique a riguardo degli Stati Generali dell'Informazione
di Ginevra. La questione potrebbe vertere anche sull'informare a come
utilizzare e creare canali di informazione alternativa, dove la libertà
di espressione del pensiero possa espletarsi: dare a tutti gli strumenti
"linguistici" e anche tecnici di lavoro per operare nel campo,
nel settore;
- creare una rete delle realtà che promuovono informazione alternativa
per coordinarsi in vista di un'unità di intenti, e di un rafforzamento
dell'incisività nell'affermare una voce indipendente, autonoma,
libera e critica, nel divulgare con maggiore capillarità le notizie.
Communitas 2002 è da tempo impegnata a promuovere una serie di
convegni dal titolo "Art 19 - un'altra informazione è possibile",
riprendente nel titolo l'articolo 19 della Dichiarazione Universale
dei Diritti dell'Uomo, che sancisce espressamente l'obbligo dei governi
degli stati aderenti di rispettare e tutelare i diritti di libertà
di espressione del pensiero, di parola e di essere fruitori di un sistema
informativo plurale. La portata dell'articolo di riferimento garantisce
una connotazione maggiormente internazionale alla questione.
In allegato la locandina dell'ultimo convegno, tenutosi sabato 17 gennaio
scorso alla Casa della Cultura.
Ci rendiamo, quindi, disponibili, in nome della nostra natura costitutiva
e programmatica, a divenire parte attrice nella definizione di momenti
e dibattiti futuri che abbiano come finalità l'analisi complessa
dell'informazione e dei modi alternativi di fare informazione.
La difesa di un diritto inalienabile e assoluto, quale quello della
libertà di pensiero, rientra in pieno nel nostro obiettivo programmatico
e già da tempo abbiamo e stiamo attuando un canale di comunicazione
che possa creare un polo controinformativo in stretta collaborazione
e sinergia operativa con chi già sta agendo da tempo in questo
ambito.
DIREZIONE COMMUNITAS 2002