UNITI CON PRODI PER L'EUROPA
Data: 30 Dicembre 2003


Il 15 Nov. era stata proposta, e approvata a larga maggioranza, una iniziativache doveva vedere il 10/11 gennaio 2004 insieme pariteticamente partiti,movimenti ed esponenti della società civile per confrontarsi e analizzare la proposta Prodi di una lista unitaria per le Europee. Circola invece oggi un’ipotesi di un incontro in cui avranno la parola 15/16politici, 15 personalità della società civile, circa 10 esponenti di altre associazioni e solo 5 (sic) esponenti dei movimenti/girotondi questi ultimi già individuati con nome e cognome che potrebbero parlare, probabilmentea nome di tutti, ma senza che si sappia che cosa diranno, senza delega da parte del complesso e varie gato mondo dei movimenti.
I movimenti, per loro natura, sono portatori di valori non completamente omologabili, soprattutto nel modo di conseguire gli obiettivi primari che sono quelli di ristabilire le condizioni per una democrazia compiuta, giusta, pluralista e solidale.

L’assemblea dei movimenti (che sia veramente tale, e non solo frutto diuna scelta accurata fra chi deve partecipare e chi no, chi far parlare e chi no) comunque non è un partito: almeno fino ad oggi; occorrerebbe infatti un percorso costituente per diventare tale. Quindi nessuno singolarmente (o in ristretta elite) può cambiare le decisioni prese o parlare a nome el movimento senza aver avuto la necessaria delega (che ribadiamo deve essere a larga maggioranza) sulle idee da proporre
all’assemblea con i politici.
Ricordiamo che su questi punti così delicati si era convenuto di assumere,come deliberate, solo le decisioni prese a larghissima maggioranza, stante le difficoltà di valutare la giusta rappresentatività dei votanti.
Inoltre chi far parlare e chi no, a nome di chi e su argomenti di tale rilevanzada coinvolgere il futuro politico del movimentismo e non solo, non può essere deciso da una ristrettissima cerchia, perché in questo caso assumeremmo gli stessi comportamenti dei partiti dove, almeno, nei congressi si discute e si decide la linea politica, i programmi, e i leader e i portavoce vengono liberamente e democraticamente eletti.

Esiste il problema della rappresentanza, ma non è sempre detto che chi ha maggiore visibilità mediatica esprima compiutamente tutte, o almeno le più significative, posizioni dei vari movimenti che vanno da un radicalismo estremo antipartitico e addirittura antivoto, ad una posizione più
costruttiva e collaborativa, tesa a coinvolgere e "costringere" i partiti a metterein atto tutti gli sforzi possibili per trovare principi-base di intesasenza veti preconcetti, ma anche senza tatticismi di corto respiro.

Avere maggiore visibilità non significa automaticamente avere la leadership ed essere autorizzati a portare avanti le proprie visioni politiche, peraltro rispettabili e in buona parte condivisibili, anzi comporta maggiore responsabilità nell'ascoltare tutte le voci e rappresentarle il più organicamente possibile con trasparenza e onestà intellettuale. E' quantomai opportuno evitare anche il sospetto che si sia creata una struttura autoreferenziale che dimentica di ricercare il confronto e il dialogo con chi può pensarla diversamente.

Tornando alla convention del 10/11 Gen e rifacendoci a quanto deciso in assemblea, sembra chiaro che occorre, in questa occasione, dire BASTA ALLO SPETTACOLO NELLA POLITICA.

Questa è un’occasione importante per far partecipi i politici e le personalità che vorranno ascoltarci (e che non necessariamente dovranno parlare tutte) di quali siano i valori di cui siamo portatori, le richieste che facciamo alla politica istituzionale e le modalità con cui vogliamo portarle avanti.

Non si capisce il concetto dell'essere "generosi" nei confronti degli ospiti: ci riuniamo per discutere con la classe politica del centro sinistra le modalità attuative del progetto Prodi per la lista unitaria. Ci riuniamo per far sapere quali sono i punti fermi e irrinunciabili su cui i movimenti non cederanno mai: giustizia uguale per tutti, diritti costituzionali, pluralismo informativo, scuola e sanità pubbliche, salvaguardia dei beni fondamentali patrimonio di tutti i cittadini (beni culturali, ambientali, equità fiscale?.).
Ci riuniamo per sentire dai politici quali sono i loro impegni primari e condivisi su cui stringere un’alleanza programmatica e su cui chiederanno la fiducia e i voti ai cittadini.
Non ci riuniamo per sentire nuovamente, o far sentire ai politici, le proteste (giustissime) di Santoro, la satira (efficacissima) della Guzzanti o l’ironia (incisiva e pungente) di Travaglio, che hanno già avuto in tante sedi il loro pubblico e le loro platee e continueranno ad averlo e continueremoa chiedere il loro prezioso contributo. Sono dei favolosi comprimari con cui sollecitare la società a prendere coscienza del disastro politico in cui siamo impantanati.

Oggi tocca a noi movimenti far sentire la nostra voce politica e non solo esprimerci esclusivamente nella protesta civile; dobbiamo chiedere ai politici e decidere con essi quali siano i principi comuni su cui valga la pena di mostrarsi uniti e unitari con Prodi per l’Europa.

Angelo Salvatori
Communitas 2002