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Per quanto lo riguarda, l’argomento è chiuso. A
me, invece, va di parlarne.
Il presidente del consiglio se ne va a spasso tra le bancarelle e si
lascia fotografare sorridente mentre accarezza i bimbi che gli si
fanno intorno. Questo quadretto da "lasciate che i pargoli vengano a
me", viene però stracciato da un infame attentatore che gli tira un
treppiede, colpendolo alla nuca. Con grave rischio, dirà Fede, per
gli occhi. Tutto può succedere.
Ma a rendere stupefacente l’accaduto c’è il fatto che, non più di
qualche mese fa, l’uomo ha dato pubblica notizia di essere
fortemente a rischio di attentato (tanto da doversi costruire un
approdo-bunker, ovviamente in barba alla legge che tutela le coste
della Sardegna). E supponendo pure che, sprezzante del pericolo,
abbia avuto voglia di regolarsi una volta tanto da comune mortale,
pare comunque azzardato un bagno di folla, sia pure in atmosfera
natalizia, e poco spiegabile che di sì grave rischio se ne siano
infischiati anche gli uomini assoldati per fargli da scudo.
Certo è che è riapparso con un cerotto da una piazza e mezza e,
sempre sorridente, con il braccio, ovviamente destro, teso in gesto
di saluto.
Spiegando poi l’episodio quale conseguenza della campagna d’odio
ordita dalla sinistra. "Sinistra", non opposizione. Che si è
affannata a deprecare l’accaduto.
Il folle, subito arrestato, passa in carcere 19 ore e poi viene
scarcerato. Si dice pentito. Riceverà il perdono e l'invito ad
andare a trovarlo. Sarà rassicurata persino la sua mamma.
Quando si dice ridimensionare l'accaduto!
Per quanto lo riguarda, ha sottolineato il presidente, l’argomento è
chiuso.
Per quanto lo riguarda. Come a dire che eventuali conseguenze non
saranno dipendenti dalla sua volontà, bensì da quella, a cui non
potrà opporsi, di altri.
Quelli meno buoni di lui strepitano che urge modificare le leggi e
ridurre quindi la discrezionalità dei giudici che le applicano,
esponendosi da soli al pubblico ludibrio con la scarcerazione di un
attentatore. Che il presidente del Consiglio deve essere equiparato
al presidente della Repubblica. Nelle cui vesti dovrà esserci
persona affidabile. Non un tontolone che fa eleggere senatore un
vecchietto che chissà chi si crede di essere per uscirsene con certi
paragoni. Rendendo se stesso indegno del ruolo e, udite udite,
indegno chi ha la responsabilità (leggasi dabbenaggine) della sua
elezione.
Il tutto in una sola botta. Che sa tanto di risposta. Che non chiude
per niente l’argomento. Anzi! Si dà infatti il caso che detto
tontolone sia il garante della Costituzione. Quello che ha rimandato
al mittente una legge sconfessata persino dall’autore.
Ovviamente, gli è stato subito detto di cominciare a fare i bagagli.
Resta però il problema che far passare quella legge nonostante i
suoi appunti si potrebbe pure fare..., ma sarebbe come sferrare un
attacco frontale al sistema. Destabilizzante per la stessa destra.
Perché non camuffabile in alcun modo, equivalendo a dichiarazione di
dittatura.
Occorre, quindi, un buon lavoro ai fianchi. Prima regola dispiegare
toni e aspetti farseschi, perché finché si ride nessuno si
preoccupa; impegnata tra il serio e il faceto, la sinistra si
troverà chiusa nell’angolo dal quale provvederà a bacchettare Bindi
e quant’altri si rifiutino di ballare il minuetto; innescato il
putiferio di dichiarazioni, la confusione, da ogni parte, sarà tale
che la demolizione se non passerà inosservata quanto meno potrà
apparire plausibile ristrutturazione. Cascando in piedi. Con tanto
di aureola. Ma per favore …
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