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La sinistra moderna e il sistema delle imprese | |
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di Angelo Salvatori |
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| Data: 20 gennaio 2006 | |
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Positività ci sarà se verrà individuata la necessità di un nuovo rapporto, tutto da creare, tra il sistema delle imprese italiane e i soggetti politici presenti e futuri. L'economia italiana è un'economia ingessata, non solo dallo strapotere degli attuali potentati economici, ma anche dall'importanza che a questi potentati viene attribuita da larghi settori della sinistra che, pur avendo capito che con questi soggetti non è possibile cambiare la realtà economica del paese, ritengono che, in questa fase di transizione, sia necessario rapportarsi. Le recenti vicende dovranno invece dare una notevole spinta per cambiare questi rapporti, in termini di importanza e di peso. Nonostante la crisi economica, nel nostro paese stanno emergendo realtà economiche produttive moderne, caratterizzate dalla consapevolezza della necessità della globalizzazione, anche se non sono ancora in grado, salvo eccezioni, di muoversi da sole in un contesto mondiale. Esistono inoltre una miriade di piccole/medie-imprese, localizzate per lo più al Nord, ma non solo, che hanno enormi potenziali di crescita se la futura politica industriale dell'auspicato governo del centro sinistra saprà fornire strumenti economici e gestionali adeguati. E' necessario farle crescere come dimensione e far loro superare lo sbandamento dovuto alla sparizione degli strumenti a cui erano abituate e su cui si erano adagiate: la svalutazione competitiva ed il relativamente basso costo del lavoro. Questa parte del sistema della imprese , ancora oggi, si sente attratto dal centro destra più per le promesse di difesa corporativa e conservatrice che la destra è ancora in grado di prospettere, che per reale convinzione. Noi abbiamo una grande opportunità di rapportarci positivamente a questo mondo se solo avremo la capacità di interpretarne le esigenze. Infine i nuovi soggetti economici che si stanno affacciando in tutto il paese, sud compreso, sono quelle micro-imprese (in qualche caso anche individuali) in grado di sfruttare con grande creatività l'innovazione tecnologica di importazione, ma non ancora in grado di produrre processi originali capaci di dare grandi ricadute. E' ovviamente necessario continuare a seguire il movimento cooperativo che negli anni recenti è assurto a soggetto economico primario, ma che deve riprendere rapidamente anche quella importantissima funzione di aggregazione e guida di quei soggetti che da soli non sarebbero in grado di fare impresa. Penso al grande serbatoio della popolazione exstracomunitaria che, specie in seconda generazione, potrà essere in grado di sviluppare imprese originali nel nostro paese. Ecco sono tutti questi gli elemeti da tenere in considerazione in questa fase di passaggio tra la vecchia economia novecentesca, oggi in notevole crisi, e i nuovi attori dell'economia cui il futuro partito democratico deve prestare attenzione, ovviamente più per dare risposte articolate e costruttive, che per alimentare un collateralismo improprio. Angelo Salvatori - Presidente Communitas2002 | |