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CONSIDERAZIONI SUL PARTITO DEMOCRATICO | |
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Questa memoria vuole illustrare il punto di vista di un gruppo di cittadini che si riconoscono nell’associazione Communitas 2002 che, come è noto, affonda le sue radici culturali nell’insegnamento di Adriano Olivetti e del suo Movimento di Comunità fondato negli anni ’50 e ancora oggi molto attuale nella sua valenza politica. Il tema che si dibatte oggi a tutti livelli, è quello del Partito Democratico e Communitas 2002 partecipa a questo processo per l’eredità politica di cui è portatrice. Infatti il Movimento di Comunità era troppo in anticipo sui tempi, ma conteneva già i germi ideali del PD, come si può desumere dal manifesto politico redatto, oltre che da Olivetti, anche da Riccardo Musatti, Ludovico Quaroni, Renzo Zorzi, Geno Pampaloni e altri. Vale la pena di ricordare il percorso di Communitas 2002 che ha partecipato al progetto ulivista fin dall’annunciato rientro di Prodi da Bruxelles e poi partecipando a pieno titolo all’esperienza della Lista Uniti nell’Ulivo delle ultime elezioni Europee quando, sotto il coordinamento di Lanfranco Scalvenzi, abbiamo fatto parte di quel gruppo di Associazioni della società civile nel Comitato Nazionale contribuendo alla redazione programma. Successivamente abbiamo partecipato alla redazione della Costituzione dell’Ulivo sotto la direzione del Prof Scoppola, processo culminato con la presentazione al Brancaccio (26 feb 2005) dello Statuto firmato da tutti i partiti coinvolti, e poi stranamente congelato. Dopo tante illusioni e delusioni, oggi pensiamo che il progetto, oggi ripreso come costituzione del Partito Democratico (PD), debba essere destinato a una realizzazione concreta in base alle seguenti considerazioni:
Tutte queste motivazioni rendono urgente la formazione del PD, coinvolgendo tutte le forze destinate ad esserne partecipi, in primis i partiti, ma non solo. La continua richiesta di UNITA’, il fastidio e la preoccupazione ingenerata dalle divisioni e dai ‘’distinguo’’ , che vengono puntualmente riportati e sollecitati dai media, la voglia spasmodica di protagonismo e di visibilità dei singoli leader e altri dirigenti di partito, ingenerano preoccupazione nel cosidetto popolo della sinistra che vorrebbe percorsi politici nuovi e più chiari. Il processo di avvio del PD può essere organizzato a livello territoriale con tavoli di consultazione a cui partecipino gli iscritti ai partiti e tutte le realtà uliviste, senza barriere e steccati, per una costruzione dei contenuti e dei percorsi che siano realmente democratici e partecipati: nella misura in cui anche i singoli cittadini si sentano coinvolti in questo processo costituente, apportando ideali e valori, evidenziando esigenze e aspirazioni, allora potremo dire che la realtà del PD sarà veramente democratica e solida come soggetto politico. E’ del tutto ovvio che la sintesi politica finale sarà costruita politicamente, ma ponendo attenzione a non disattendere le aspirazioni della base. Sulla leadership riteniamo che non sia un problema da risolvere immediatamente, o da porre come pregiudiziale. Il PD è obiettivo più generale e strutturalmente (oltre che contenutisticamente) più importante rispetto alla leadership. Stiamo parlando di un partito che deve coinvolgere la realtà politica italiana per i prossimi decenni, e che non può essere dunque condizionata nel momento attuale. Quando sarà il tempo maturo, questo leader sarà individuato nel modo più democratico e partecipato possibile. Per questo motivo è stato apprezzato il compito che si sono prefissi alcuni politici che hanno dichiarato preminente la costruzione del partito rispetto ad altre posizioni o incarichi. L’attuale Presidente del Consiglio ha, al momento, compiti immani da risolvere e una compagine governativa eterogenea da gestire; non può (o non dovrebbe) essere distratto da preoccupazioni di altro genere. Nel contempo, data la doverosa urgenza del progetto, occorre essere attenti a tutti i soggetti che si sentono titolati ad agire in suo nome e per suo conto, che stanno accelerando il percorso con obiettivi non sempre chiari e facilmente identificabili. Ci riferiamo qui alle varie associazioni e comitati per il Partito Democratico che stanno strutturandosi in varie realtà territoriali, che attirano molti cittadini desiderosi di partecipazione politica, ma al di fuori dei Partiti, anche per i deleteri effetti della recente legge elettorale. Communitas 2002 è stata invitata a partecipare a queste varie realtà per il Partito Democratico di Roma e del Lazio, della Lombardia e della Campania. Scopo dichiarato di queste associazioni è quello di contribuire alla formazione del Partito Democratico con coinvolgimento dal basso ‘’richiamando’’ tutti i partecipanti alle Primarie. Scopo più ‘’intravisto’’: creare una forte componente, numericamente molto consistente, che possa presentarsi al tavolo della costituente del PD rappresentando con forza e determinazione, gli obiettivi di un gruppo eterogeneo, ma facilmente identificabile. Queste sensazioni sono avvalorate dalla conduzione di tali realtà fortemente leaderistiche e autoreferenziali, che fanno continuamente riferimento a posizioni di personalità che dovrebbero guidare questo movimento che, così, solo di nome appare democratico. Questo insieme di fatti ci sta allarmando perché rischia di vanificare la spinta costruttiva di tanti cittadini che sono attratti verso questo tipo di associazioni per motivi ideali, in contrapposizione ai partiti che, ai loro occhi, sono troppo spesso portatori di interessi discutibili; non si rendono conto, peraltro, di essere strumentalizzati per motivi personalistici ed autoreferenziali. sotto l’apparenza di un associazionismo puro e idealmente motivato. Inoltre riteniamo che al di là dei contenitori, sarebbe molto più necessario e opportuno approfondire e dibattere democraticamente dei contenuti e degli ideali che sottendono al costituendo partito. Communitas 2002, che non ha mai lavorato contro i partiti, ma sempre, al loro fianco, in favore dell’ULIVO, intende procedere su questa strada, ma sente forte il disagio di una situazione poco chiara e non costruttiva. Angelo Salvatori - Presidente Simona Giovannozzi - Coordinatrice Nazionale Roma, 4 Giugno 2006 |
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