Sentire ogni giorno la sequela di dichiarazioni di chi vuole mandare a casa questo governo non è né positivo né costruttivo. Questo non lo diciamo noi, ma lo fa intendere il Capo dello Stato. Questo governo ha dovuto mettere mano a una situazione disastrosa sul versante dei conti pubblici (deficit superiore al 4% del PIL, quando il limite era a 3%) e perfino l'Europa ha dovuto congratularsi con la serietà e la velocità dell'approccio al risanamento.
Perfino il Sole 24 Ore di oggi (a firma di Stefano Micossi), fa un elogio dell'operato del governo e ne mette in rilievo gli aiuti alle aziende, i risultati della lotta all'evasione, gli investimenti alle infrastrutture, il ragionevole compromesso sul problema dello scalone, e si sono previsti provvedimenti per la riduzione dei costi della politica.
Questo non è sufficiente. Occorre rimettere in moto l'economia e il morale degli italiani, risollevare le categorie più incapienti e ridare slancio ai consumi (controllandone i prezzi).
La disaffezione alla politica è conseguenza diretta di tanti che hanno problemi di arrivare alla fine del mese e dei giovani preoccupati dei contratti a termine. Occorre anche che le industrie pongano mano alla sicurezza sui posti di lavoro, visto che il Ministero del Lavoro può solo controllare alcune manifatture, e la maggior parte dei controlli, sono demandati alle regioni.
Rimbocchiamoci le mani e proseguiamo sulla via del risanamento; rinnoviamo la classe politica: non diamo spazio a quei pochi che, per interessi personali, vogliono imporre la loro particolare visione.
Simona Giovannozzi
2 gennaio 2008